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Scheda di produzione e scheda di abbattimento: cosa sono e cosa ci scrivo

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato l’11 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breve«Scheda di produzione» e «scheda di abbattimento» sono i nomi che in cucina diamo a due registrazioni del piano di autocontrollo. La scheda di produzione documenta una preparazione: cosa è, quando è stata fatta, con quali prodotti e lotti, quali allergeni contiene, quanto dura. La scheda di abbattimento documenta un trattamento a freddo: raffreddamento del cotto, congelamento per conservare o bonifica del pesce, con temperature e tempi. Rispondono a obblighi precisi (Reg. CE 178/2002, 852/2004, 853/2004, Reg. UE 1169/2011) anche se la legge non le chiama così.

Come si chiamano davvero

Nei regolamenti europei non c’è scritto «scheda di produzione». C’è la rintracciabilità (Reg. CE 178/2002), ci sono le procedure HACCP con i loro «documenti e registrazioni» (Reg. CE 852/2004), ci sono i numeri della bonifica del pesce (Reg. CE 853/2004) e l’informazione sugli allergeni (Reg. UE 1169/2011). Nei manuali di autocontrollo quei documenti si chiamano schede di registrazione: delle lavorazioni, delle temperature, della sanificazione. «Scheda di produzione» e «scheda di abbattimento» sono i nomi di cucina, e vanno benissimo, purché si sappia a cosa rispondono.

La scheda di produzione

Documenta una preparazione. Ci va: il nome e un codice che si ritrova sul contenitore; la data e l’ora di produzione; l’elenco dei prodotti usati con i loro lotti; gli allergeni, che sono almeno quelli di tutto ciò che c’è dentro; la durata e il modo di conservazione; chi l’ha fatta. Con questi elementi la scheda risponde alla domanda del controllo davanti alla cella — cos’è, quando, con che cosa — e alla domanda del richiamo: in cosa è finito quel lotto.

La scheda di abbattimento

Documenta un trattamento a freddo, e i trattamenti sono tre, distinti: il raffreddamento rapido del cotto, che porta un alimento cotto a temperatura di frigorifero senza lasciarlo ore nella fascia pericolosa; il congelamento per conservare; la bonifica del pesce destinato al crudo, con i suoi numeri (−20 °C per 24 ore o −35 °C per 15 ore). Ci va: cosa c’era dentro e con quale lotto, quale procedura, la temperatura raggiunta, la durata, l’ora di inizio e di fine, chi l’ha fatto. Una scheda di abbattimento senza temperatura e durata è un foglio che dice che la macchina si è accesa.

Perché le due schede si parlano

Una preparazione che passa dall’abbattitore ha due schede collegate: quella di produzione dice cosa è e con che cosa è fatta, quella di abbattimento dice che trattamento ha subito. Se le due schede non si richiamano a vicenda — stesso codice, stessa data — la storia del prodotto è spezzata in due fogli che nessuno riuscirà a rimettere insieme fra sei mesi.

Una riga che tengo sempre in fondo

In fondo a ogni scheda che stampo c’è scritto che quel foglio è un documento organizzativo interno e non sostituisce il piano di autocontrollo dell’azienda. La tengo lì apposta: uno strumento che ti fa credere di essere a posto perché hai stampato un foglio è uno strumento che ti mette nei guai. Le carte le organizza la scheda; il manuale te lo scrive un consulente.

Cosa dice la norma

Reg. CE 852/2004, art. 5Procedure basate sui principi HACCP, con documenti e registrazioni adeguati alla natura e alle dimensioni dell’impresa.
Reg. CE 178/2002, art. 18La rintracciabilità: da chi arriva un prodotto e dove è finito.
Reg. CE 853/2004, All. III, Sez. VIIII numeri del trattamento a freddo contro i parassiti per il pesce da consumare crudo.
Reg. UE 1169/2011, Allegato III quattordici allergeni da dichiarare.

Domande frequenti

La scheda di produzione deve avere i pesi degli ingredienti?

Per la rintracciabilità la scheda deve dire quali lotti sono finiti dentro, non quanto. I pesi servono alla ricetta e al costo, e possono stare altrove; se il tuo piano li richiede sulla scheda, li aggiungi.

Ogni preparazione deve avere una scheda?

Ogni preparazione che viene conservata e usata in un momento diverso da quello in cui è fatta, sì: è quella che finisce in cella con un codice sopra. Quello che si prepara e si serve subito lo disciplina il tuo piano.

Le schede vanno firmate?

Deve risultare chi ha fatto la registrazione. Su carta è la firma o la sigla; in digitale è il nome dell’operatore salvato con la scheda.

Nella pratica

Sono le due schede che KitchenTrace compila da sola: registri i prodotti dall’etichetta, crei la preparazione toccando quello che hai usato, e la scheda di produzione è pronta con lotti e allergeni; l’abbattitore ha le sue tre procedure con i numeri già impostati. Tutto si stampa in A4.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi