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Se domani entrano

Temperature di conservazione, categoria per categoria: quali sono di legge e quali del tuo piano

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 12 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveTre regole. La prima: la temperatura scritta sull’etichetta del prodotto vince su qualunque tabella. La seconda: alcune temperature sono nei regolamenti — carni fresche fino a +7 °C, frattaglie +3 °C, pollame +4 °C, carni macinate +2 °C, preparazioni di carne +4 °C (Reg. CE 853/2004), pesce fresco alla temperatura del ghiaccio in fusione, latte crudo +6 °C, surgelati −18 °C (D.Lgs. 110/1992). La terza: per tutto il resto — cotti, verdure lavorate, latticini, salse, uova — la temperatura la scrive il tuo piano di autocontrollo, e la prassi è tenere i deperibili a +4 °C o meno.

Prima l’etichetta, poi la tabella

Un produttore che scrive «conservare tra 0 e +4 °C» ha validato il suo prodotto a quella temperatura: la data di scadenza vale solo lì. Tenere a +7 °C un prodotto che chiede +4 °C significa che la scadenza stampata non vale più, anche se +7 è la temperatura che la legge consente per le carni fresche in genere. Per questo la tabella qui sotto è un riferimento per quello che non ha etichetta o per organizzare le celle, non un permesso di ignorare quello che c’è scritto sulla confezione.

Le temperature scritte nei regolamenti

Sono quelle dei prodotti di origine animale nella filiera, e in cucina valgono come limite massimo di conservazione. Le riporto nella tabella con la fonte: dove non c’è una fonte europea, c’è scritto «piano», e vuol dire che il numero lo decidi con il consulente.

CategoriaTemperaturaDove sta scritto
Carni fresche (bovino, suino, ovino)fino a +7 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. I
Frattagliefino a +3 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. I
Pollame e coniglifino a +4 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. II
Carni macinatefino a +2 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. V
Preparazioni di carne (salsicce, hamburger, spiedini)fino a +4 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. V
Pesce frescoghiaccio in fusione (0–2 °C), sotto ghiaccioReg. CE 853/2004, All. III, Sez. VIII
Latte crudofino a +6 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. IX
Surgelati e congelati−18 °C o meno, costantiD.Lgs. 110/1992
Uova in gusciocostante, senza sbalziReg. CE 853/2004, All. III, Sez. X
Cotti e preparazioni da conservarepiano; prassi: fino a +4 °CReg. CE 852/2004, art. 5 (piano)
Latticini, salumi affettati, salse aperteetichetta; se manca, piano; prassi: fino a +4 °Cetichetta / piano
Verdure lavorate (lavate, tagliate)piano; prassi: fino a +4 °Cpiano
Mantenimento a caldopiano; prassi: almeno +60/+65 °C al cuorepiano

Come organizzo le celle

Le temperature di legge dicono anche come dividere: il macinato a +2 °C non sta nella stessa cella del formaggio a +6 °C, e il pesce sotto ghiaccio è un mondo a sé. In una cucina piccola con due celle si fa una scelta: una cella «fredda» a 0/+2 °C per pesce, macinati e pollame, e una a +3/+4 °C per il resto, con il cotto sopra e il crudo sotto in ogni caso. La cella non si regola sul prodotto meno esigente: si regola sul più esigente, e il resto ci sta bene lo stesso.

Il termometro dice una cosa, il prodotto un’altra

Il display misura l’aria; il prodotto al cuore, dopo un carico o una porta aperta, sta più caldo per ore. Per questo il piano chiede letture con la sonda, e per questo quando la cella è stata fuori temperatura la domanda è «per quanto» e «cosa c’era dentro», non solo «quanto segnava». Le temperature della tabella si intendono al prodotto.

Cosa dice la norma

Reg. CE 853/2004, Allegato IIILe temperature massime per i prodotti di origine animale, sezione per sezione: carni (Sez. I), pollame (Sez. II), carni macinate e preparazioni (Sez. V), prodotti della pesca (Sez. VIII), latte crudo (Sez. IX), uova (Sez. X).
D.Lgs. 110/1992I surgelati: −18 °C, con le tolleranze brevi ammesse durante il trasporto e la distribuzione.
Reg. CE 852/2004, art. 5 e All. II, Cap. IXPer tutto quello che i regolamenti non fissano, la temperatura la stabilisce il piano di autocontrollo; la catena del freddo non va interrotta.
Reg. UE 1169/2011, art. 25Le condizioni di conservazione indicate in etichetta: il produttore le scrive perché la scadenza vale solo a quelle condizioni.

Domande frequenti

Il pesce può stare a +4 °C in cella senza ghiaccio?

La norma chiede la temperatura del ghiaccio in fusione: sotto ghiaccio, in un contenitore che scoli, in una cella fredda. A +4 °C senza ghiaccio il pesce fresco dura meno e la conservazione non è quella prevista. Il pesce sfilettato e coperto in una cella a 0/+2 °C è la soluzione pratica di molte cucine, scritta nel piano.

Il cotto a +4 °C: è legge?

No, è prassi e piano. Non c’è un regolamento europeo che dica «+4 °C per i cotti»; c’è l’obbligo di conservare a una temperatura che non crei rischio, e +4 °C è quello che quasi tutti i piani scrivono. Il tuo può dire +3 o +5: quello che conta è che ci sia e che le celle lo rispettino.

Le uova vanno in frigorifero?

In cucina il piano di solito le mette in cella, in un contenitore dedicato: la regola europea chiede una temperatura costante senza sbalzi, non un numero preciso. Quello che non devono fare è passare da caldo a freddo e viceversa, perché la condensa sul guscio è la porta d’ingresso.

Nella pratica

KitchenTrace registra per ogni prodotto la cella in cui sta e da quando, con le temperature della tua tabella: quando una cella va fuori temperatura, sai cosa c’era dentro e da quanto, che è la domanda vera. I numeri della tabella li imposti tu con il consulente; l’app li ricorda.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi