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Se domani entrano

Temperature dei frigoriferi: quante volte al giorno si registrano, e cosa si scrive davvero

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 12 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveNessun regolamento fissa «due volte al giorno»: il Reg. CE 852/2004 chiede procedure HACCP documentate in modo proporzionato e una catena del freddo che non si interrompe. La frequenza la scrive il tuo piano di autocontrollo; la prassi più diffusa è una lettura a ogni turno o due al giorno, a orari fissi, con un termometro verificato. La riga che conta non è quella a +3 °C: è quella a +8 °C con scritto accanto cosa hai fatto. Un registro con un anno di +3 °C uguali insospettisce più di una non conformità gestita.

La frequenza la decide il piano

Il regolamento chiede che i punti critici siano monitorati e che le registrazioni siano proporzionate al tipo e alla dimensione dell’attività: la frequenza precisa la scrive il tuo piano di autocontrollo, e quella è la tua regola davanti a un controllo. La prassi dei manuali è a ogni turno, o due volte al giorno, a orari fissi — apertura e fine servizio — perché un orario fisso si ricorda e si vede. Se il piano dice due e il registro ne mostra una, il problema non è la temperatura: è che non fai quello che hai scritto.

Il termometro: quale e dove

Il display della cella misura l’aria vicino alla sonda della macchina, spesso davanti alla ventola: è il punto più freddo. Il piano di solito chiede una lettura con un termometro a sonda in un punto rappresentativo, o almeno una verifica periodica che il display dica il vero. Il termometro si controlla: in un bicchiere di acqua e ghiaccio fondente deve segnare 0 °C, e quella verifica si scrive anche lei, con la data. Un termometro che sbaglia di tre gradi produce un anno di registrazioni sbagliate con la stessa calligrafia.

La riga che conta: la non conformità

Trovi +8 °C. La registrazione non è «+8»: è «+8, porta lasciata aperta durante il carico, chiusa, ricontrollato dopo 30 minuti +4, prodotti verificati, nessuno da eliminare» — oppure «prodotti deperibili eliminati» se il tempo fuori è stato lungo o ignoto. Data, ora, chi. Quella riga dimostra che il piano vive; è la prova che quando qualcosa va storto qualcuno guarda e decide. Un registro dove non è mai andato storto niente è un registro che nessuno ha mai letto.

Registrare non è compilare

La compilazione a fine giornata di tutte le celle con lo stesso numero è la cosa più facile da riconoscere, e i controlli la riconoscono: stessa penna, stesso numero, stessa ora. Leggere e scrivere sul momento costa un minuto; se il momento non c’è, la lettura non c’è, e vale più una casella vuota con «non eseguita» che un numero inventato. Le celle con registrazione automatica risolvono questo, se il piano le prevede e se qualcuno guarda gli allarmi.

Cosa dice la norma

Reg. CE 852/2004, art. 5Monitoraggio dei punti critici, azioni correttive e registrazioni proporzionate alla natura e alle dimensioni dell’impresa: frequenza e limiti li fissa il piano.
Reg. CE 852/2004, All. II, Cap. IXLa catena del freddo non va interrotta; le temperature vanno mantenute e, dove serve, controllate e registrate.

Domande frequenti

Le celle con registrazione automatica valgono come registro?

Sì, se il piano di autocontrollo le prevede come sistema di monitoraggio e se i dati si conservano e si possono mostrare. Restano due cose da fare a mano: verificare ogni tanto che la sonda dica il vero e scrivere cosa hai fatto quando è scattato un allarme.

Cosa faccio se trovo il frigorifero a +8 °C?

Capisci perché (porta, sbrinamento, carico caldo, guasto), risolvi, ricontrolla dopo mezz’ora, valuta i prodotti — quanto tempo sono stati sopra la temperatura, quali sono deperibili — e decidi: usare subito, spostare, eliminare. Poi scrivi tutto, con l’ora. È la riga più utile del registro.

Le temperature vanno firmate?

Deve risultare chi ha fatto la lettura: sigla o firma su carta, nome dell’operatore se la registrazione è digitale.

Nella pratica

KitchenTrace è nata per le schede di prodotto e di abbattimento, non per il registro delle temperature delle celle: quello resta il modulo del tuo piano, o la registrazione automatica se ce l’hai. Quello che l’app fa è dirti, prodotto per prodotto, dov’è e da quando: quando una cella va fuori temperatura, sai in un minuto cosa c’era dentro.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi