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Me l’ha chiesto un collega

Come si scongela un prodotto, davvero: i modi giusti e quelli da non usare mai

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 16 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveSi scongela in frigorifero (il modo più lento ma più sicuro, il prodotto resta sempre sotto i +4/+8 °C), sotto acqua corrente fredda in un sacchetto stagno, oppure direttamente in cottura se la ricetta lo permette. Non si scongela mai lasciando il prodotto sul bancone a temperatura ambiente: la superficie arriva in fretta nella fascia tra +10 e +60 °C dove i batteri si moltiplicano più veloci, molto prima che il cuore sia scongelato. Un prodotto scongelato non si ricongela crudo: se serve, si ricongela solo dopo averlo cotto.

I modi giusti

In frigorifero è il metodo di riferimento: il prodotto passa la notte (o più, se è grande) in cella, in un contenitore che raccolga il liquido di scongelamento senza farlo gocciolare su altro. È il più lento, ma è quello che tiene tutta la massa del prodotto fuori dalla fascia di rischio per tutto il tempo. Sotto acqua corrente fredda funziona per porzioni piccole o medie e per quando il tempo stringe: il prodotto resta nella confezione originale o in un sacchetto ben chiuso, così l’acqua non lo tocca direttamente, e l’acqua deve restare fredda e corrente, non ferma in una bacinella che si scalda. In cottura diretta va bene per molti prodotti — verdure surgelate, alcuni impasti, porzioni sottili di carne o pesce che si cuociono comunque a lungo — a patto che la cottura porti davvero a temperatura il cuore del prodotto, non solo la superficie.

Quello che non si fa

Lasciare il prodotto fuori, sul bancone o sul tavolo di lavoro, a temperatura ambiente. Non è vietato da un articolo specifico con quel nome, ma viola la regola generale di igiene che impone di non lasciare gli alimenti deperibili nella fascia di temperatura in cui i microrganismi si moltiplicano più in fretta (indicativamente tra +10 e +60 °C): la superficie del prodotto ci arriva in pochi minuti, molto prima che il centro sia scongelato, e resta in quella fascia per ore. In un controllo, un prodotto scongelato «a vista» sul tavolo è quasi sempre una non conformità.

L’altro errore comune: ricongelare crudo un prodotto già scongelato «perché tanto non l’ho aperto». Una volta scongelato, la carica batterica che si è già sviluppata non sparisce ricongelando: si è solo fermata, e riparte da dove era arrivata. Se un prodotto scongelato non serve tutto, si cuoce quello che resta e semmai si congela da cotto, non da crudo.

Il caso del pesce da servire crudo

Il pesce destinato a essere consumato crudo o poco cotto (tartare, carpaccio, sushi) ha un passaggio in più prima, non dopo: l’abbattimento a −20 °C per almeno 24 ore, che serve ad azzerare il rischio parassitario (Anisakis), non a sostituire lo scongelamento corretto. Quando poi lo scongeli per lavorarlo, valgono le stesse regole di qui sopra: frigo o acqua fredda corrente, mai il bancone.

Cosa dice la norma

Reg. CE 852/2004, All. II, cap. IXGli alimenti deperibili vanno mantenuti a temperature che non comportino un rischio per la salute; è la base della regola sulla «zona di temperatura pericolosa» applicata anche allo scongelamento.
Reg. CE 853/2004, All. III, sez. VIII, cap. III lett. DPer i prodotti della pesca destinati a consumo crudo, il trattamento di bonifica (abbattimento) contro i parassiti, prima della somministrazione.

Domande frequenti

Posso scongelare nel microonde?

Sì, se poi il prodotto va subito in cottura: la funzione scongelamento del microonde spesso inizia a cuocere i bordi mentre il centro è ancora ghiacciato, quindi non è un buon punto d’arrivo, ma un buon passaggio prima della padella o del forno.

Quanto tempo ci vuole in frigo?

Dipende dalla massa: una porzione singola può bastare in poche ore, un pezzo intero da qualche chilo può chiedere anche un giorno intero. Meglio metterlo a scongelare con margine la sera prima che rincorrerlo.

Se il prodotto scongela prima del previsto, cosa faccio?

Se è ancora freddo (sotto i +4 °C) e lo usi entro poco, va bene. Se è arrivato a temperatura ambiente perché sei stato via, meglio non rischiare: si cuoce se possibile o si valuta di scartarlo.

Nella pratica

In KitchenTrace la procedura di abbattimento (per il crudo) e la registrazione del prodotto restano collegate alla stessa scheda: quando riprendi il prodotto dall’abbattitore o dal congelatore, la scheda è già lì con lotto e tempi, pronta per il passaggio successivo.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi