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Cosa rischi davvero se in un controllo non hai le schede in regola

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 16 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveIl D.Lgs. 193/2007 fissa sanzioni amministrative comprese tra 1.000 e 6.000 euro per le violazioni più comuni: mancanza del piano di autocontrollo, mancata registrazione delle temperature, mancata formazione del personale. In caso di recidiva (la stessa violazione entro cinque anni) l’importo può raddoppiare. Pagando in misura ridotta entro 60 giorni dalla notifica, si paga il doppio del minimo (quindi 2.000 euro per queste violazioni), invece di aspettare l’importo pieno.

Le violazioni più contestate

Tre situazioni tornano più spesso nei verbali: l’assenza totale di un piano di autocontrollo scritto (non basta «lo abbiamo in testa»), la mancata registrazione delle temperature di conservazione (il piano c’è, ma le schede non sono compilate o sono compilate a intervalli troppo diradati), e la mancanza degli attestati di formazione per il personale che maneggia alimenti. Per ciascuna di queste, il D.Lgs. 193/2007 prevede una sanzione amministrativa tra 1.000 e 6.000 euro, con l’importo esatto deciso dall’autorità in base alla gravità e alle circostanze.

Recidiva e pagamento in misura ridotta

Se la stessa violazione si ripete entro cinque anni dalla prima, la sanzione può essere raddoppiata. Al contrario, chi paga entro 60 giorni dalla notifica del verbale ha diritto al pagamento in misura ridotta, pari al doppio del minimo previsto: per le violazioni sopra citate, significa pagare 2.000 euro invece di rischiare un importo più alto deciso caso per caso. È un incentivo a chiudere in fretta, non a discutere il verbale.

Come si evitano, non come si pagano meno

Le cifre contano meno del danno che una non conformità grave può fare alla reputazione di un locale, specialmente oggi con le recensioni online. Il modo più semplice per non trovarsi in una di queste tre situazioni è renderle abitudine invece che compito: un piano scritto e aggiornato, registrazioni fatte nel momento giusto (non ricostruite prima del controllo), e attestati di formazione tenuti in un elenco controllato.

Cosa dice la norma

D.Lgs. 193/2007, artt. 6 e 7Le sanzioni amministrative per la mancata applicazione delle procedure basate sui principi HACCP, comprese le violazioni sulla registrazione e sulla formazione del personale.
L. 689/1981, art. 16La disciplina generale del pagamento in misura ridotta per le sanzioni amministrative, richiamata anche per le violazioni in materia di sicurezza alimentare.

Domande frequenti

Le cifre sono uguali in tutta Italia?

Sì, sono fissate dalla legge nazionale (D.Lgs. 193/2007); quello che può variare è la severità con cui viene valutata la gravità della violazione da parte dell’autorità che controlla.

Una singola scheda dimenticata è come non averne nessuna?

No, di solito no: un controllo distingue tra un sistema che funziona con una dimenticanza isolata e un sistema che non esiste o non viene mai compilato. La differenza si vede dalla continuità delle registrazioni nel tempo.

Oltre alla multa, cosa può succedere?

Nei casi più gravi o quando c’è un rischio concreto per la salute, oltre alla sanzione amministrativa possono scattare provvedimenti come la sospensione dell’attività, fino alla chiusura, decisi dall’autorità sanitaria.

Nella pratica

Le due schede che KitchenTrace compila da sola — produzione e abbattimento — coprono proprio le registrazioni più contestate nei controlli: farle nel momento giusto, senza doverle ricostruire, è la differenza tra un rischio e un’abitudine.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi