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Se domani entrano

NAS, ASL, ispettori: chi controlla cosa in una cucina

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 12 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveI controlli ufficiali sugli alimenti (Reg. UE 2017/625, in Italia D.Lgs. 27/2021) li fanno le ASL, con i servizi veterinari e il SIAN (igiene degli alimenti e della nutrizione): sono il controllo di routine, programmato per rischio. I Carabinieri del NAS sono polizia giudiziaria del Ministero della Salute: intervengono su segnalazioni, campagne e sospetti di reato. Poi l’ICQRF (Ministero dell’Agricoltura) per frodi ed etichette, Guardia di Finanza e Polizia locale per la parte fiscale e amministrativa, la Capitaneria di Porto per il pesce. Nessuno avvisa prima: la legge lo prevede. Tutti chiedono le stesse tre cose: documenti, temperature, tracciabilità.

ASL: il controllo di routine

È l’autorità competente per i controlli ufficiali sul territorio: il servizio veterinario per i prodotti di origine animale, il SIAN per il resto e per la ristorazione. Entrano secondo un piano regionale che classifica le attività per rischio: chi fa pesce crudo e banchetti viene visto più spesso di chi fa panini. Verificano strutture e pulizia, temperature, il piano di autocontrollo e le registrazioni, la tracciabilità, la formazione, gli allergeni; possono prelevare campioni. Alla fine c’è un verbale: può essere tutto in ordine, può contenere prescrizioni con un termine per adeguarsi, può contenere sanzioni amministrative. È il controllo che, se lavori bene, è quasi una consulenza gratuita.

NAS: quando c’è un sospetto, o una campagna

Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri dipende funzionalmente dal Ministero della Salute ed è polizia giudiziaria: arriva su segnalazione, su campagne nazionali (l’estate, le feste, i crudi di mare) o dentro un’indagine. Guarda le stesse cose dell’ASL, ma con i poteri di chi cerca un reato: può sequestrare merce e attrezzature, contestare violazioni penali, non solo amministrative. La presenza del NAS non vuol dire che hai fatto qualcosa: vuol dire che in quel periodo stanno guardando il settore. Le carte in ordine sono la differenza tra un’ora e una giornata.

Gli altri: ICQRF, Guardia di Finanza, Polizia locale, Capitaneria

L’ICQRF, l’ispettorato del Ministero dell’Agricoltura, si occupa di frodi, etichette, denominazioni: il «tonno rosso» che non lo è, il DOP che non è DOP, il menù che dice «fresco» sul congelato. La Guardia di Finanza e la Polizia locale guardano scontrini, licenze, lavoratori, occupazione di suolo, ma quando entrano guardano anche la cucina e possono chiamare l’ASL. La Capitaneria di Porto controlla il pesce: provenienza, taglie, cartellini, documenti di pesca. Ognuno cerca una cosa, ma l’etichetta in cella la leggono tutti.

Cosa hanno in comune

Tre domande, sempre le stesse. I documenti: piano di autocontrollo, registrazioni aggiornate, formazione. Le temperature: celle, abbattitore, registri. La tracciabilità: da chi arriva questo prodotto, dov’è il lotto, in cosa è finito. Chi risponde in due minuti a queste tre domande ha già fatto la parte difficile del controllo, chiunque sia entrato.

Cosa dice la norma

Reg. UE 2017/625, art. 9I controlli ufficiali si fanno regolarmente, in base al rischio e con frequenza adeguata; di norma senza preavviso.
Reg. UE 2017/625, art. 15Obblighi degli operatori durante i controlli: accesso ai locali, alle attrezzature, ai documenti e ai sistemi informatici, e assistenza al personale dell’autorità.
D.Lgs. 27/2021L’adeguamento italiano al regolamento sui controlli ufficiali: le autorità competenti (Ministero della Salute, Regioni, ASL) e i loro compiti.
D.Lgs. 193/2007Le sanzioni amministrative per le violazioni dei regolamenti sull’igiene (852 e 853/2004), tra cui la mancata predisposizione o applicazione delle procedure di autocontrollo.

Domande frequenti

Devono avvisare prima di venire?

No. Il regolamento europeo dice che i controlli si fanno senza preavviso, salvo i casi in cui il preavviso serve al controllo stesso (per esempio un audit documentale programmato). Il controllo che arriva durante il servizio è la regola, non un’eccezione.

Posso chiedere chi sono?

Sì, e devono qualificarsi: tesserino e, se lo chiedi, l’autorità per cui operano. Chiederlo con calma non è un’offesa, è normale. Poi si collabora: ostacolare un controllo è un problema in sé, indipendentemente da come stanno le celle.

Ricevo una copia del verbale?

Sì, il verbale ti viene consegnato o notificato, con le eventuali prescrizioni e i termini. Leggilo con il tuo consulente: le prescrizioni hanno scadenze, e la verifica successiva controlla proprio quelle.

Nella pratica

La terza domanda — «da chi arriva questo, dov’è il lotto, in cosa è finito» — è quella per cui è nata KitchenTrace: la risposta è la scheda del prodotto e la scheda di produzione, sul telefono, in due tocchi, con la fotografia dell’etichetta.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi