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Se domani entrano

Dove si sbaglia davvero: le contestazioni più frequenti in cucina

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato il 12 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breveNon scrivo cifre di sanzioni: cambiano, dipendono dal verbale e chi te le cita a memoria sbaglia. Scrivo dove si sbaglia. Cinque cose: prodotti in cella senza etichetta, data o lotto; un piano di autocontrollo che c’è ma non è di questa cucina, o registrazioni ferme da mesi; temperature non registrate o registrate a memoria; allergeni non gestiti, senza documento e senza nessuno in sala che sappia rispondere; congelati in casa senza data né registro, e scaduti tenuti «per dopo». Tutte cose che costano meno di dieci minuti al giorno da prevenire.

Prodotti senza etichetta, data o lotto

È la prima cosa che un controllo vede, perché apre la cella prima di aprire il raccoglitore. Il contenitore di ragù senza niente sopra, il pesce sfilettato senza data, la latta aperta. Contestazione di tracciabilità e di autocontrollo insieme. Prevenzione: nessun contenitore entra in cella senza etichetta con cosa, quando, fino a quando, lotto. Nessuno. È la regola più semplice e la più violata, perché «lo so io cos’è».

Il piano c’è, ma non è questa cucina

Il manuale HACCP comprato, copiato da un altro locale, con il nome di un’attività che non è la tua, con procedure per un abbattitore che non hai o senza il pesce crudo che invece fai. Oppure il piano è giusto ma le registrazioni si fermano a marzo. Per il controllo un piano che non descrive la tua cucina non è un piano. Prevenzione: il piano lo fa un consulente che ha visto la tua cucina, e ogni volta che cambi qualcosa — una macchina, un menù, un fornitore fisso — il piano si aggiorna con lui.

Temperature a memoria

Il registro compilato la sera con la stessa penna, lo stesso numero, la stessa ora, per tutte le celle. Oppure vuoto da giorni. Oppure con un +9 °C senza niente scritto accanto. Prevenzione: lettura vera a orario fisso, un minuto; e quando è fuori, la riga che dice cosa hai fatto. La non conformità scritta non è un problema: è la prova che guardi.

Allergeni non gestiti

Manca il documento con gli allergeni dei piatti, o c’è ma è di un menù di due anni fa, o c’è ma il cameriere risponde «chiedo in cucina» e in cucina nessuno lo sa. Contestazione per informazione al consumatore, che pesa. Prevenzione: ogni preparazione ha i suoi allergeni scritti, la somma dei suoi ingredienti; in sala c’è il documento aggiornato; una persona per turno sa rispondere. Quando cambia un fornitore di un prodotto composto, si rilegge l’etichetta, perché la senape appare dove non c’era.

Congelati senza data, scaduti «per dopo»

Il congelatore pieno di sacchetti senza data né contenuto, e in cella un prodotto scaduto che «tanto lo buttiamo». Se è in cella con gli altri, per il controllo è un prodotto in uso. Prevenzione: ogni cosa che congeli ha data, contenuto e durata; e quello che è scaduto esce dalla cella subito, o al massimo sta in un contenitore chiuso con scritto «da eliminare» e la data, separato da tutto.

Cosa non contestano quasi mai

La forma. Nessuno contesta che le schede siano stampate da un’app invece che scritte a penna, che il manuale sia brutto, che l’etichetta sia fatta col nastro. Contestano che manchino, che siano vecchie, che dicano una cosa e la cucina ne faccia un’altra. Il tempo speso a rendere belli i documenti è tempo tolto a tenerli veri.

Cosa dice la norma

D.Lgs. 193/2007, art. 6Le sanzioni amministrative per chi non predispone o non applica le procedure di autocontrollo e per le altre violazioni dei regolamenti 852 e 853/2004.
D.Lgs. 231/2017Le sanzioni per le violazioni sull’informazione al consumatore, allergeni compresi, e per l’assenza del lotto.
Reg. CE 178/2002, art. 18, e Reg. CE 852/2004, art. 5Tracciabilità e procedure di autocontrollo: gli obblighi da cui nascono quasi tutte le contestazioni qui sopra.

Domande frequenti

Prima contestano o prima avvisano?

Dipende dalla gravità. Molte irregolarità documentali finiscono in prescrizioni con un termine per adeguarsi, verificate al controllo successivo; le carenze che toccano la sicurezza — prodotti scaduti in uso, temperature gravemente fuori, assenza totale di autocontrollo — portano sanzione subito, e nei casi gravi sequestro o sospensione.

Se il manuale l’ha fatto il consulente, la colpa è sua?

No. Davanti al controllo risponde l’operatore del settore alimentare, cioè il titolare. Il consulente ti aiuta a fare il piano giusto; applicarlo tutti i giorni è cucina tua.

Un prodotto scaduto in cella è sempre contestato?

Se è tra gli altri prodotti, sì: è considerato destinato all’uso. Se è separato, chiuso, con scritto «da eliminare» e la data, è rifiuto in attesa, e di solito non è una contestazione. La differenza è un pennarello.

Nella pratica

Tre delle cinque contestazioni — etichette, allergeni, congelati senza data — sono esattamente quello che KitchenTrace scrive da sola: ogni preparazione esce con la sua etichetta, i suoi allergeni sommati dagli ingredienti, la data di congelamento e la durata. Le altre due, il piano e le temperature, restano tue e del tuo consulente.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi