Cosa cambia tra confezionato e sfuso
Per un prodotto preconfezionato, l’etichetta con tutte le informazioni (ingredienti, allergeni, scadenza, lotto) sta sulla confezione, per legge. Per un prodotto sfuso — quello che il cliente vede in vetrina e si fa tagliare o servire — la regola italiana (D.Lgs. 231/2017, che completa il Reg. UE 1169/2011) non chiede la stessa etichetta identica su ogni pezzo, ma chiede che l’informazione sugli allergeni sia comunque disponibile e accessibile al momento dell’acquisto, in una forma verificabile — non basta «lo dico se me lo chiedono» senza che ci sia nulla di scritto dietro.
I modi per farlo in pratica
Un cartello o una lavagna vicino al banco, con il nome del prodotto e gli allergeni presenti, è la soluzione più immediata. Un registro o un raccoglitore consultabile su richiesta, con le schede di ogni prodotto in vendita, è l’alternativa più completa, utile soprattutto quando i prodotti cambiano spesso. Se si informa il cliente a voce, conviene comunque avere alle spalle una nota scritta a cui fare riferimento — «te lo dico a memoria» non regge in un controllo, «te lo dico leggendo questa scheda» sì.
Cosa guarda un controllo
Che l’informazione esista e sia coerente con quello che è davvero nel prodotto (non basta scrivere «senza glutine» perché suona bene, va verificato dagli ingredienti usati). Che sia aggiornata quando cambia una ricetta o un fornitore. E che sia raggiungibile dal cliente senza dover insistere — vicino al banco, non in un cassetto in cucina.
Cosa dice la norma
Domande frequenti
Serve un’etichetta fisica su ogni vaschetta in vetrina?
Non necessariamente: quello che la norma chiede è che l’informazione sia disponibile e verificabile, non per forza stampata su ogni singolo pezzo — un cartello unico che copre tutta la vetrina può bastare, se chiaro.
Anche il pane sfuso ha bisogno di questa indicazione?
Sì: qualunque alimento sfuso venduto al consumatore finale, panificio compreso, rientra nella stessa regola sugli allergeni.
Cosa rischio se non la metto?
Il D.Lgs. 231/2017 prevede sanzioni amministrative specifiche per la mancata indicazione degli allergeni sui prodotti sfusi; l’importo varia in base al tipo di violazione, verificato dall’autorità di controllo.
In KitchenTrace ogni prodotto registrato porta con sé gli allergeni letti dall’etichetta d’origine: quando lo usi in una preparazione destinata al banco, hai già la lista pronta da riportare sul cartello o sulla scheda in vetrina.
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