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Il lotto

«Da consumarsi entro» e «da consumarsi preferibilmente entro»: non sono la stessa cosa

Di Francesco Scravaglieri, chef · aggiornato l’11 settembre 2026 · 3 minuti di lettura

In breve«Da consumarsi entro» è la data di scadenza: riguarda gli alimenti molto deperibili e, passata quella data, il prodotto non si usa. «Da consumarsi preferibilmente entro (il)» è il termine minimo di conservazione, il TMC: dopo quella data il prodotto può aver perso qualcosa in qualità, ma non è automaticamente da buttare. La differenza sta nel Reg. UE 1169/2011 ed è una di quelle che un controllo nota subito.

La scadenza

«Da consumarsi entro» compare sugli alimenti che dal punto di vista microbiologico sono molto deperibili: pesce fresco confezionato, carne fresca, latticini freschi, preparazioni pronte refrigerate. È una data secca. Dopo, la norma considera quel prodotto non più sicuro, e non c’è valutazione da fare: si toglie.

Il termine minimo di conservazione

«Da consumarsi preferibilmente entro il» (con il giorno) o «entro fine» (con il mese o l’anno) è il TMC. Vale per pasta, riso, farine, conserve, olio, biscotti, molti surgelati. Dice fino a quando il produttore garantisce le caratteristiche del prodotto conservato bene. Dopo quella data il prodotto può essere ancora perfettamente utilizzabile: sta a chi lo usa valutarlo, con gli occhi, con il naso e con il buon senso, e assumersene la responsabilità.

Perché confonderle costa due volte

Chi tratta il TMC come una scadenza butta roba buona: farina, riso, legumi secchi, conserve integre, con un mese di TMC passato. È uno spreco che si vede a fine anno.

Chi tratta la scadenza come un TMC fa il contrario, ed è peggio: tiene in cella un prodotto deperibile oltre la data e lo lavora. Quello non è un errore di spreco, è un errore di sicurezza, e su una scheda con la data passata si vede al primo sguardo.

Cosa faccio io

In cella la data la scrivo com’è sull’etichetta e la registro come la classifica il produttore. I prodotti con scadenza secca li tengo davanti e li guardo ogni mattina; quelli con il TMC li giro quando si avvicinano alla data, così li uso prima. La regola è una sola: non decidere a memoria che tipo di data è. Sta scritto sulla confezione, e va copiato così.

Cosa dice la norma

Reg. UE 1169/2011, art. 24 e Allegato XDefinisce la data di scadenza («da consumarsi entro») per gli alimenti molto deperibili e il termine minimo di conservazione («da consumarsi preferibilmente entro»), e come vanno scritti in etichetta.
Reg. CE 178/2002, art. 14I requisiti di sicurezza degli alimenti: un prodotto oltre la data di scadenza è considerato non sicuro.

Domande frequenti

Un prodotto con il TMC passato lo posso servire?

La norma non lo vieta: dopo il TMC decide chi lo usa, valutando che sia integro e in buono stato, e se ne prende la responsabilità. In una cucina professionale conviene averlo scritto nel proprio manuale di autocontrollo, così la decisione non è mai improvvisata.

Su una preparazione fatta da me che data metto?

La tua preparazione non ha un’etichetta di legge: la data la stabilisce il tuo manuale di autocontrollo in base al tipo di alimento e al modo in cui lo conservi. Quella data è una scadenza interna, e va rispettata come tale.

Il pesce decongelato che data ha?

Una volta decongelato, il prodotto segue le regole del fresco: va indicato che è stato decongelato e la sua durata la fissa il tuo manuale, di solito molto corta. Non si ricongela.

Nella pratica

KitchenTrace propone i giorni di conservazione per ogni categoria e li lascia modificare a chi lavora: una proposta, mai una soglia di legge. La data che conta resta quella scritta sulla confezione e quella del tuo manuale.

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Francesco Scravaglieri

Francesco Scravaglieri, chef con trentacinque anni di cucina, consulente e docente. Ha costruito KitchenTrace in servizio, una funzione alla volta. Chi sono · Scrivimi